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L’arte racconta le malattie rare: al via concorso “Il Volo di Pegaso”

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“Il Volo di Pegaso”

 

Sono aperte le iscrizioni per la XIV edizione del Concorso letterario, artistico e musicale “Il Volo di Pegaso”. Quest’anno il tema prende spunto dal discorso pronunciato nel 1970 da Gianni Rodari, in occasione del conferimento del prestigioso Premio Andersen, una sorta di Nobel per la letteratura dell’infanzia: “La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”.
La fiaba, dunque, come strumento per l’educazione, come luogo di incontro tra creatività (per la quale tutto, e quindi ogni ipotesi, è possibile) e ragione (che può riuscire, per altre vie ma senza ignorare la fantasia, a realizzare qualcosa di quello che sembrava impossibile). Una base di riflessione, dunque, che va ovviamente coniugata nel campo delle malattie rare. Uno spunto da cui partire per mettere su carta, su tela, sul pentagramma, sulla materia da plasmare, su computer o nel mirino della macchina fotografica, la propria opera.

Il Concorso, ideato e promosso dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS – e di cui si parla anche nell’ultimo numero di RarMente – si pone il duplice obiettivo di offrire spazi espressivi a persone con patologie rare, ai loro familiari, ai professionisti sanitari coinvolti, nonché a tutti i cittadini, e di diffondere, anche così, attraverso le molteplici forme dell’arte, la conoscenza del complesso mondo delle malattie rare, affermando nel contempo il ruolo della medicina narrativa, ossia consolidando il legame tra narrazione, nelle sue diverse modalità, e promozione della salute.
Le sezioni del Concorso in cui verranno raccolte e suddivise le opere sono:

arti letterarie: narrativa e poesia;
arti visive: disegno, pittura, scultura, fotografia, arte digitale;
musica: composizione musicale e interpretazione musicale.

 

Per avere maggiori informazioni e scaricare il bando clicca qui.
Gli aggiornamenti relativi al Concorso e le informazioni relative alla Giuria saranno pubblicati sulla pagina dedicata e sui social:

 

Etnografia della presenza digitale

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Da bambino volevo guarire i ciliegi
Quando rossi di frutti li credevo feriti
La salute per me li aveva lasciati
Coi fiori di neve che avevan perduti
Un sogno, fu un sogno, ma non durò poco
Per questo giurai che avrei fatto il dottore
E non per un dio, ma nemmeno per gioco
Perché i ciliegi tornassero in fiore
Perché i ciliegi tornassero in fiore
E quando dottore lo fui finalmente
Non volli tradire il bambino per l’uomo
E vennero in tanti e si chiamavano “gente”
Ciliegi malati in ogni stagione

 

Inizio la mia lezione al Corso di Medicina Narrativa per gli studenti del terzo anno di medicina con “Un medico” di Fabrizio De André.

In aula ci sono il professore che coordina il corso e 6 studenti. Io sono su zoom proiettata su un grande schermo insieme a 53 studenti, che arrivano puntualmente entro il consueto quarto d’ora accademico. Dopo circa 30 minuti, tutti insieme 20 studenti abbandonano, seguiti a ruota 10 minuti dopo da altri 10 studenti. Come mai? Sarebbe inimmaginabile in una lezione in aula alzarsi in venti e andarsene. Sarebbe interpretato come un segno di protesta e non solo di noia per la lezione. Cosa succede? L’ipotesi che la mia lezione non fosse interessante è certamente fondata,  ma la mia forse esagerata autostima, mi spinge a interrogarmi sul fenomeno. Cos’è successo in quella mezz’ora? Ecco una breve etnografia in quattro tappe.

1) Presenza
2) Identità
3) Condivisione
4) Appartenenza

Continua a leggere l’articolo “Etnografia della presenza digitale” di Cristina Cenci su Nòva IlSole 24ORE

 

Aperte le iscrizioni al Master Executive “Metodologie e pratiche narrative nei contesti di cura”

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MASTER EXECUTIVE IN METODOLOGIE E PRATICHE NARRATIVE NEI CONTESTI DI CURA
III EDIZIONE
Scadenza Iscrizioni: Venerdì 14/ 05/2021

Il Master Executive in Metodologie e pratiche narrative nei contesti di cura mira a formare un esperto nella progettazione, realizzazione e gestione di interventi basati sull’applicazione delle pratiche narrative nei contesti socio-sanitari e socio-educativi. 

Il Master è patrocinato dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino e dalla SIMEN (Società Italiana Medicina Narrativa) ed è organizzato in partnership con l’ASL BI – Azienda Sanitaria di Biella e gestito dal COREP.

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La psicoterapeuta artiterapeuta Sandra Pierpaoli racconta la Drammaterapia Integrata Digitale

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Insieme a Sandra Pierpaoli, psicoterapeuta artiterapeuta, approfondiamo la Drammaterapia Integrata Digitale, la tecnica di supporto psicologico giù utilizzata per il progetto “ReumArt: la creatività come risorsa”, iniziativa pilota per l’introduzione della Drammaterapia Integrata Digitale a supporto della persona con malattie reumatologiche e rare, e per il progetto ancora in corso “ParoleFertili: la creatività come risorsa. Viaggio nel paese delle maschere narranti”, percorso che si rivolge alle donne che hanno intrapreso la procreazione medicalmente assistita.

“ReumArt: la creatività come risorsa”  è stato frutto della collaborazione tra APMARR, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Digital Narrative Medicine (DNM), la startup che ha ideato PsyDit, una piattaforma per percorsi di supporto psicologico digitali innovativi e CDI-NarrAzioni, il Centro di Drammaterapia Integrata creato da Sandra Pierpaoli, psicologa, psicoterapeuta e artiterapeuta. Per approfondire la lettura sul percorso e rivederne i video conclusivi clicca qui.

“ParoleFertili: la creatività come risorsa. Viaggio nel paese delle maschere narranti”, nasce dalla collaborazione tra CDI-NarrAzioni, Digital Narrative Medicine (DNM) e PsyDit, e Rossella Nappi, docente dell’Università degli studi di Pavia, ginecologa, endocrinologa, sessuologa e direttore del Centro della Fertilità, con il contributo incondizionato di IBSA Caring Innovation. Per saperne di più sul percorso e conoscere le date dell’ultimo gruppo in partenza clicca qui.

La Dottoressa Sandra Pierpaoli racconta la Drammaterapia Integrata Digitale, cos’è e quali sono i suoi punti di forza:

“La Drammaterapia Integrata è una metodologia originale, messa a punto dalla Dr.ssa Sandra Pierpaoli, psicologa, psicoterapeuta e artiterapeuta, che può essere proposta sia in percorsi individuali che in percorsi di gruppo. Grazie alla collaborazione tra CDI narrAZIONI , il Centro di Drammaterapia Integrata da lei ideato, e DNM, la start up sociale e innovativa, fondata dalla Dr.ssa Cristina Cenci, l’antropologa che ha creato anche  la piattaforma per il supporto psicologico a distanza  PsyDit, la Drammaterapia Integrata viene proposta in modalità digitale e blended, secondo un approccio del tutto innovativo, testato e validato attraverso alcuni studi pilota,  rivolti a diverse tipologie di pazienti .

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Appuntamento il 22 aprile con “L’arte per una società della cura”

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L’arte per una società della cura
Insieme a Catterina Seia per le migliori pratiche che legano arte e salute

‘L’arte per una società della cura’ il titolo del prossimo appuntamento dei Seminari del Centro Studi Cura e Comunità dedicato alle Medical Humanities, il 22 aprile alle 16,00 in diretta sui canali social dell’Azienda Ospedaliera: ospite dell’evento sarà Catterina Seia, vicepresidente e co-founder della Fondazione Medicina a Misura di Donna e Presidente Cultural Welfare Center. Proprio nella giornata nazionale della Donna, la dottoressa Seia illustrerà il caso dell’ospedale S. Anna di Torino, dove l’ospedale grazie a lei e alla Fondazione a Misura di donna, è passato da luogo anonimo e stinto a polo di innovazione, con le installazioni di artisti, musica e libri in corsia e soprattutto molto colore.

L’appuntamento del 22 aprile insieme a Catterina Seia sarà occasione per comprendere gli elementi chiave di un percorso virtuoso, ragionando insieme a lei sulle migliore pratiche da attivare nel percorso di cambiamento che anche l’Azienda Ospedaliera sta attraversando.

In diretta streaming su sito e social dell’Azienda ospedaliera, clicca qui.

Come indicato nel report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ‘Quali sono le evidenze sul ruolo delle arti nel miglioramento della salute e del benessere? Una scoping review’ “i risultati di oltre 3000 studi hanno messo in evidenza il ruolo determinante delle arti per quanto riguarda la prevenzione delle malattie, la promozione della salute e il trattamento e la gestione delle patologie che si manifestano nel corso della vita”. Non è un caso se Catterina Seia è uno dei tre curatori della traduzione italiana del documento, grazie al CCW-Cultural Welfare Center, di cui è Presidente.

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Presentati i risultati della seconda edizione del progetto “ForteMente 2”

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Presentati i risultati della seconda edizione del progetto “ForteMente 2”

TUMORE AL SENO, SOLO IL 17% DELLE PAZIENTI PUÒ UTILIZZARE LA PSICO-ONCOLOGIA
EUROPA DONNA ITALIA E SIPO: “VANNO SUBITO POTENZIATI QUESTI SERVIZI DI SUPPORTO”

Il Movimento e la Società scientifica hanno condotto una rilevazione in 44 Breast Unit di Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio. Rosanna D’Antona: “Ancora poche risorse umane ed economiche sono investite in un settore fondamentale dell’assistenza ai malati di cancro e l’emergenza Covid-19 rischia di peggiorare la situazione”

I servizi di psico-oncologia per le pazienti colpite da tumore del seno, in cura presso le Breast Unit, devono essere al più presto potenziati. Solo il 17% delle donne ha effettivamente beneficiato di questi servizi. Si segnalano forti criticità soprattutto per quanto riguarda la carenza di personale dedicato e qualificato a gestire questo delicato aspetto dell’assistenza oncologica. Il 30% degli operatori sanitari è, infatti, costituito da consulenti part-time, dottorandi, specializzandi e tirocinanti. L’emergenza socio-sanitaria legata al Covid-19 rischia poi di avere ulteriori effetti negativi rendendo ancora più difficile l’accesso a queste consulenze.

È quanto emerge da una ricognizione sullo stato dell’arte dei servizi di psico-oncologia in 44 Breast Unit di tre diverse Regioni – Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio – che ha coinvolto gli psico-oncologi, i coordinatori dei centri e le associazioni di volontariato. Si tratta della seconda edizione del progetto ForteMente promosso da Europa Donna Italia, movimento di advocacy per la prevenzione e la cura del tumore al seno, e dalla Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO). L’iniziativa gode del patrocinio di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), A.Ge.Na.S. (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali) e Senonetwork Italia Onlus, il network dei centri di senologia italiani, e viene presentata oggi in una conferenza stampa virtuale.

“Dopo il successo della prima edizione del progetto, mirata a rilevare il bisogno di supporto psicologico in particolare nelle donne con tumore al seno metastatico, abbiamo voluto proseguire e verificare quanto tale supporto sia effettivamente a disposizione delle pazienti delle Breast Unit – afferma Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia -. Il quadro emerso dalla ricognizione, che sarà presto estesa ad altre Regioni, rivela uno squilibrio tra bisogno e offerta che è lo specchio di una diffusa tendenza a sottovalutare il supporto psico-oncologico come parte del percorso di cura, nonostante sia previsto dalle Linee Guida nazionali ed internazionali. Abbiamo rilevato che in media solo il 78% dei servizi è interamente a carico del Servizio Sanitario pubblico mentre il restante 22% è in parte finanziato dalle associazioni.”

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Appuntamento il 22 Aprile con “Digital Health Community. Presente e futuro della Telemedicina: 4 casi studio”

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“Digital Health Community. Presente e futuro della Telemedicina: 4 casi studio”

Accademia Nazionale di Medicina ha deciso di realizzare il progetto “Digital Health Community”, evoluzione del progetto “Digital Health Working Group” del 2020, per continuare a perseguire gli stessi obiettivi, ossia costruire una comunità di professionisti in campo sanitario interessati a confrontarsi e a collaborare sul tema della “trasformazione digitale della Sanità” al fine di:
(a) condividere le proprie esperienze professionali con i propri pari,
(b) generare e diffondere a livello nazionale consapevolezza e conoscenza su questo tema,
(c) rendere la trasformazione digitale uno degli elementi fondamentali dei processi decisionali del management sanitario.

Il progetto prevede 3 webinar nel corso del 2021, ciascuno dedicato ad un tema specifico della Sanità Digitale. I temi selezionati per il 2021 sono: Telemedicina, Terapie Digitali e Intelligenza Artificiale applicata alla Medicina. Ogni webinar conterrà, inoltre, un caso studio relativo alla declinazione in ambito oncologico del tema trattato.

Per saperne di più clicca qui 
Per registrarsi al webinar del 22 aprile clicca qui

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Si è concluso il percorso di sostegno psicologico “ReumArt: la creatività come risorsa”, il progetto pilota per l’introduzione della Drammaterapia Integrata Digitale a supporto della persona con malattie reumatologiche e rare.

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La creatività come risorsa per il supporto psicologico alla persona con malattie reumatologiche e rare

 

Si è concluso il percorso di sostegno psicologico “ReumArt: la creatività come risorsa”, un progetto pilota per l’introduzione della Drammaterapia Integrata Digitale a supporto della persona con malattie reumatologiche e rare.

Il progetto è stato frutto della collaborazione tra APMARR, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, DNM, la startup che ha ideato PsyDit, una piattaforma per percorsi di supporto psicologico digitali innovativi e CDI-NarrAzioni, il Centro di Drammaterapia Integrata creato da Sandra Pierpaoli, psicologa, psicoterapeuta e artiterapeuta.

Il percorso ha avuto una formula totalmente gratuita per chi ha partecipato, grazie al contributo non condizionato di Pfizer.

Sono nati tre mini video, che raccontano in immagini le tappe e le emozioni vissute durante gli incontri: un clima coeso ed intenso, in cui la creatività è divenuta mezzo di sostegno.

Di seguito i link per rivedere insieme i momenti del percorso:

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“La Medicina incontra la Narrazione: come le nostre vite diventano storie”. Rivedi la diretta streaming.

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La Medicina incontra la Narrazione: come le nostre vite diventano storie

Il quinto appuntamento del ciclo Alumni Global Talks

Si è svolto ieri, mercoledì 07 aprile, il webinar “La Medicina incontra la Narrazione: come le nostre vite diventano storie”. Il nuovo appuntamento con il ciclo Alumni Global Talks, organizzato dall’Università Cattolica e Alumni Cattolica Associazione Ludovico Necchi, per approfondire tematiche attuali di grande impatto a livello sociale, economico e geopolitico.

La comunicazione gioca un ruolo decisivo per la salute come tutti stiamo sperimentando, con tratti anche drammatici, in tempi di pandemia. Imparare la lingua dei segni per aiutare una paziente sorda durante il ricovero in ospedale per l’infezione da Covid-19, raccontare in un libro come l’irruzione della malattia cambia la vita, usare internet e le nuove tecnologie per migliorare il rapporto medico-paziente sono alcune delle storie che possono testimoniarlo e che saranno approfondite dagli ospiti invitati dall’Associazione Alumni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il webinar “La Medicina incontra la Narrazione: come le nostre vite diventano storie”.
Intervengono:
▪ Francesca MANNOCCHI, Giornalista, Autrice del libro Bianco è il colore del danno (Einaudi, 2021)
▪ Cristina CENCI, Antropologa, Fondatrice del Center for Digital Health Humanities
▪ Roberto PERSIANI, Professore di Chirurgia Generale, Università Cattolica del Sacro Cuore
▪ Marco D’ANGELO, Medico in formazione specialistica presso la Scuola di Medicina Interna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
Modera:
Annalisa CUZZOCREA, Giornalista, La Repubblica
ANSA Media Partner dell’iniziativa.
Per rivedere la diretta sulla pagina Facebook di Alumni Cattolica Associazione Ludovico Necchi clicca qui, oppure su ANSA Salute&Benessere clicca qui.

 

 

 

 

 

 

Il Centro Studi per le Medical Humanities dell’azienda ospedaliera di Alessandria: un’eccellenza italiana

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Gli ospedali stravolti dalla pandemia stanno vivendo uno strano paradosso temporale. Da un lato, l’immobilità accelerata generata dal covid-19, che catalizza tutte le risorse, e rallenta o sospende del tutto l’attività di cura non legata all’emergenza. Dall’altro, il tempo della catarsi, un tempo cioè che progetta un nuovo modo di curare. C’è voglia di pensare un domani non solo libero dal covid, ma anche diverso rispetto al passato. Il distanziamento dai pazienti, il vederli morire con la terapia intensiva addosso, il sentirsi privati del corpo che cura e ridotti a soli occhi, sta generando un bisogno di relazione nuovo e più intenso tra curanti e persone con una malattia.

Nel report R-esistere. Le storie dietro i numeri, della Società Italiana di Medicina Narrativa, tra i messaggi chiave che emergono per costruire una nuova normalità, c’è al primo posto la “Valorizzazione delle Medical Humanities”.

Un punto di riferimento in questa direzione è il Centro Studi per le Medical Humanities di Alessandria, diretto da Antonio Maconi.  Le medical humanities sono presenti in diversi modi negli ospedali e nei percorsi di studi, con corsi e master. La specificità del Centro di Alessandria è che riesce ad integrare tutte le esperienze per garantirne un impatto effettivo e coerente sui percorsi di cura.

Un gruppo di lavoro esisteva dal 2018 in sinergia con l’Università del Piemonte Orientale, ma nel dicembre 2020 è stato istituito con una delibera ad hoc il  CENTRO STUDI SPEDALITA` CURA E COMUNITA` PER LE MEDICAL HUMANITIES (CSSCC).

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Elliott, The Dallas fresh, Found the going tough until late in to fourth quarter. Well later, The NFL leading rusher with the non-stop churning legs buried Pittsburgh. His first landing, A 14 yard dash down the best sideline, This Cowboys up 29 24 Kwon Alexander jersey. Patriots coach Bill Belichick said all three players would be assessed, But chiefly referred to Mayo injury as little bittersweet. Brady is two 300 yard passing games shy of complementing Brett Favre total. It has also been Brady 16th career game with four or more touchdowns and no interceptions. Provide much more competitive than it was out there, Belichick thought. Give to them credit, They did a bit more than we did tonight. We got to do a more satisfactory job, But I not implementing anything away from them reggie nelson jersey. A sixth year NFC snug end, Granted anonymity in order to speak freely regarding the subject, Said that short arming passes or seeking safe haven out of bounds to reduce contact happens the time and someone says they lying. Vikings attacking lineman Jeremiah Sirles calls it smart football. The person in Year 8 or 9, And you running down the part time, But(Seattle Seahawks cover) Kam Chancellor racing at you, What those extra 2 yards investing in a just stepping out of bounds and avoiding a huge collision? Sirles stated.I explain to you this I a black man, As well as, You are sure that, Colin Kaepernick, He not schokohrrutige, Okay? Harrison understood. Cannot determine what I face and what other young black men and black people face or people of color face on an every single[day] Agreement rashad jennings jersey. Birth sister is white, And he was applied and raised by white parents.. I felt it would definitely be a public safety issue we would cancel it, But at this moment I think we be fine for tomorrow custom chiefs jersey. You about to attend the parade, Mayor Walsh said to leave early and have plenty of travel time. Law enforcement will be enforcing this rule devante parker jersey..