Il governo inglese punta sul digitale. I dati sanitari su smartphone

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Dal 2016 i cittadini potranno consultare via cellulare la propria cartella sanitaria Il ministero intende garantire maggiore trasparenza e tutela sulla privacy

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Il governo inglese schiaccia l’acceleratore sul programma nazionale per la sanità digitale. Dal prossimo anno ogni cittadino potrà vedere i risultati degli esami clinici e controllare i dati inseriti nella cartella sanitaria in possesso del suo medico di base anche attraverso il proprio smartphone. E gli sarà anche concesso di aggiornare le informazioni, nel caso ci siano riferimenti sbagliati, in termini di indirizzo o di nome. L’annuncio di questa svolta è arrivato dal ministro della Sanità, Jeremy Hunt, all’indomani del caso di una clinica di Londra che si occupa di malattie sessuali, che ha involontariamente diffuso attraverso la propria newsletter l’elenco – con tanto di email – di 780 pazienti affetti da Hiv. Un errore umano che ha determinato una pesante violazione della privacy, anche perché molti dei malati non avevano ancora dichiarato pubblicamente la loro condizione.

Maggiore collaborazione tra medici e pazienti
Mentre in Gran Bretagna si scatenava la polemica sulla sicurezza dei dati, che potrebbe costare alla clinica di Soho una multa di 500mila sterline da parte dell’Information Commissioner’s Office, il ministero della Sanità ha annunciato il suo progetto sulla trasparenza. Che prevede appunto che nel giro di un anno le cartelle informatizzate dei pazienti siano rese disponibili anche per loro attraverso lo smartphone. Finora, i cittadini britannici potevano accedere solo a un insieme minimo di informazioni (profilo sanitario sintetico , patient summary ndr) . Da casa ciascuno potrà controllare gli esiti degli esami, ma anche la cronistoria dei suoi appuntamenti e aggiungere dei dati, da quelli anagrafici più semplici fino alle registrazioni su attività fisica, movimento e battito cardiaco che vengono raccolte da braccialetti o altre apparecchiature, attraverso le tante possibilità di quella che viene chiamata «wearable tecnology», ovvero tecnologia che si indossa. Per il 2018, poi, anche le informazioni degli ospedali saranno scaricabili e consultabili via telefonino.

I dubbi sulla sicurezza
Di fronte alla prospettiva qualcuno storce il naso, pensando alla difficoltà di mantenere protette le informazioni, ma i vantaggi appaiono nettamente superiori. Il sogno del ministero è che nel giro di tre anni almeno un quarto dei pazienti sia perfettamente connesso con la propria storia clinica attraverso uno smartphone, in modo da prendere coscienza piena delle proprie condizioni e da lavorare per migliorarle. Per evitare problemi di sicurezza e fughe di informazioni riservate si stanno valutando anche una serie di applicazioni dotate di parole chiave e codici di accesso e allo studio c’è un piano per fare in modo che i pazienti più fragili non vengano costretti a fornire i dati di accesso a chi si prende cura di loro, con il rischio che li diffondano poi ad aziende che intendono utilizzare le informazioni per scopi commerciali.

Il progetto degli Stati Uniti
Un analogo progetto informatico, attivato anni fa, ha avuto esiti molto positivi negli Stati Uniti, visto che ha permesso ai pazienti di tenere sotto controllo la loro situazione e creato un rapporto di collaborazione più stretto tra ammalato e medico. In fondo ormai attraverso lo smartphone si controllano i conti bancari, si fa la spesa, si gestiscono viaggi, si prenotano libri. Il settore della salute sarà la prossima frontiera e il governo inglese intende raggiungerla in fretta. Assicurando che, in caso di problemi o diffusione impropria di dati personali, il progetto verrà interrotto tempestivamente. Magari con una lettera di scuse, come quella diffusa dal responsabile della clinica londinese dopo l’errore commesso dai suoi impiegati. governo inglese schiaccia l’acceleratore sul programma nazionale per la sanità digitale. Dal prossimo anno ogni cittadino potrà vedere i risultati degli esami clinici e controllare i dati inseriti nella cartella sanitaria in possesso del suo medico di base anche attraverso il proprio smartphone. E gli sarà anche concesso di aggiornare le informazioni, nel caso ci siano riferimenti sbagliati, in termini di indirizzo o di nome. L’annuncio di questa svolta è arrivato dal ministro della Sanità, Jeremy Hunt, all’indomani del caso di una clinica di Londra che si occupa di malattie sessuali, che ha involontariamente diffuso attraverso la propria newsletter l’elenco – con tanto di email – di 780 pazienti affetti da Hiv. Un errore umano che ha determinato una pesante violazione della privacy, anche perché molti dei malati non avevano ancora dichiarato pubblicamente la loro condizione.

 

Caterina Belloni sul Corriere della Sera

 

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