Parlare di vaccini in modo nuovo, con il linguaggio delle emozioni: è nata Gemma!

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 Si chiama www.gemmaeivaccini.it il sito internet sviluppato nell’ambito del progetto “Valore in Prevenzione” promosso da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Presentato oggi in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso la Associazione della Stampa Estera.

 

 

I vaccini evocano spesso paure e dubbi. Tutti vogliono il meglio per i loro figli, sia chi vaccina che chi non lo fa: abbiamo in comune più di quanto ci divida. Per questo è nata Gemma. È la storia delle due vite parallele che una bambina nata oggi potrebbe avere in due mondi diversi. In uno, tutti si vaccinano; nell’altro la maggioranza inizia a rifiutare la vaccinazione. La storia ci conduce a seguire Gemma in entrambi i mondi, per raccontare cosa significherebbe la fine dei vaccini, attraverso il microcosmo di una vita umana, semplice, riconoscibile, la vita di una persona che ama, soffre, ha sogni e paure. Il tutto per concentrarsi non su quanto sia sbagliato non vaccinare, ma su quanto sia giusto vaccinare. Su elementi positivi piuttosto che negativi, su speranza piuttosto che paura.

È questo il cuore del nuovo sito web www.gemmaeivaccini.it nato nell’ambito di “Valore in Prevenzione – un Programma a supporto delle decisioni informate in ambito di programmazione, organizzazione, gestione e comunicazione delle politiche vaccinali in Italia”, uno dei progetti di maggiori dimensioni e complessità realizzato negli ultimi anni da Fondazione Smith Kline, in collaborazione con VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica, CERGAS SDA Bocconi e Center for Digital Health Humanities. Presentato oggi, giovedì 7 giugno, a Roma in occasione dell’evento “Value Based Prevention”, presso l’Associazone dellaa Stampa Estera.

“Comunicare i vaccini è difficile, perché i vaccini sono un argomento emotivamente complesso” – afferma Gilberto Corbellini presidente Fondazione Smith Kline; limitarsi a trasferire conoscenza scientifica, dati sull’argomento, non sempre aiuta questa comunicazione, anzi può contribuire alla chiusura e a un rifiuto irrazionale di prendere atto di queste informazioni.

“I dati scientifici e le prove di efficacia sono fondamentali per promuovere la conoscenza ma, nel caso delle vaccinazioni, sembrano non sufficienti a convincere chi è esitante – afferma Andrea Silenzi, ricercatore di VIHTALI spin off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – per questo serve un’alleanza intelligente tra mondo della ricerca ed esperti della comunicazione.

Il team di comunicazione di “Valore in Prevenzione” è partito da una prospettiva diversa: rispondere alle paure di chi esita, non con il tono neutro dei dati scientifici, ma offrendo una storia in cui identificarsi. Una storia capace di tradurre i dati nell’impatto che la scelta di non vaccinare potrebbe avere sulla vita delle persone. www.gemmaeivaccini.it è un progetto di storytelling digitale che mira a comunicare emotivamente l’importanza dei vaccini. Spesso i professionisti sanitari o i centri vaccinali, non hanno il tempo per accogliere le paure e i dubbi. Per questo, il progetto Gemma e i Vaccini ha lo scopo di supportarli nel loro ruolo strategico di comunicazione, offrendo anche delle infografiche che possono essere scaricate dal sito.  Le infografiche usano il registro narrativo per illustrare i dati reali su cui la storia di Gemma è basata e servono a mostrare l’intenso lavoro scientifico dietro i vaccini.

Il sito e le infografiche sono rivolte in particolare ai neo genitori che cercano di farsi un’idea su cosa sia meglio per i propri figli.

La storia di Gemma e i Vaccini è un moderno racconto epistolare, narrato attraverso dialoghi rapidissimi tra i personaggi, in formato SMS, WhatsApp, email. “Siamo partiti da quello che oggi fa ogni coppia quando nasce un bambino. Inviare la foto, comunicare quanto pesa, esprimere la gioia e le paure a parenti e amici, attraverso i canali digitali, spiega Cristina Cenci, Direttrice del Center for Digital Health Humanities e tra gli autori del rapporto “Value in Prevention. “Se narrata, anche la scienza può emozionare. Perché non dovrebbe? Ci salva la vita”.

“Come il Valore in Prevenzione dipende dall’efficacia della sua strategia comunicativa, basata tanto sulla razionalità dei numeri, quanto sull’emozione del racconto – conclude Giuseppe Recchia -, in modo simile è nostra intenzione che il Valore di Fondazione Smith Kline sia sempre più basato su una nuova capacità di comunicare non solo i propri valori di indipendenza e trasparenza, ma anche iniziative e progetti in un modo che possa raggiungere nuovi pubblici e nuove persone, con l’intento e l’auspicio di attrarre nuove forze e nuove risorse”.

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