L
e Health Humanities sono spesso definite come un movimento interdisciplinare che applica le strategie e i metodi delle discipline umanistiche alle scienze della salute. Inrealtà è molto più di questo.
Le Health Humanities rappresentano uno spazio di dialogo e sfida per le scienze della salute e le discipline umanistiche. Uno spazio complesso che si estende tra la tensione del primo verso la conoscenza medica e l’attenzione del secondo verso la sensibilità umana. L’irriducibile differenza tra queste due dimensioni ha alimentato il dibattito sulla possibilità della loro coesistenza nella pratica clinica e nella formazione, sollevando la questione della traducibilità delle Scienze Umanistiche della Salute.
Come si possono tradurre le discipline umanistiche in processi di cura?
Come si possono formare i futuri operatori sanitari in questa pratica traduttiva?
Se ne parlerà a L’Aquila, il 19 e 30 maggio 2026, al Gran Sasso Science Institute, durante la conferenza internazionale “Health Humanities in Translation”.
La questione della traduzione delle conoscenze mediche è centrale nell’approccio traslazionale, che si basa su una dinamica circolare che collega tre aspetti fondamentali della medicina: sperimentazione di laboratorio, cura del paziente e dialogo con la comunità. La medicina traslazionale non vede il laboratorio come il suo punto di partenza, ma piuttosto come la continuazione di un dialogo con le persone, da cui ha origine e a cui tende. La traduzione della conoscenza, infatti, può essere efficace solo se considera il contesto umano specifico, non solo nella fase applicativa, ma anche e soprattutto in quella generativa.
Lo spazio di dialogo aperto all’interno delle Health Humanities consente di esplorare e confrontare diversi modi per realizzare tale traduzione. Ponendo al centro di questo spazio le persone per le quali si costruiscono i processi assistenziali e coloro che li costruiscono, Health Humanities rappresenta un tentativo di mettere in discussione questi processi e, allo stesso tempo, un’opportunità per trovare soluzioni.
Questa conferenza internazionale nasce dal desiderio di condividere le nostre esperienze nella pratica delle discipline umanistiche sanitarie e di promuovere il dibattito sul ruolo che svolgono nella traduzione della conoscenza medica, da parte delle persone e per le persone. Lo scopo della conferenza è esplorare nuove possibilità per tradurre le discipline umanistiche sanitarie nella pratica clinica, nell’educazione sanitaria e nel benessere di pazienti, operatori sanitari e studenti.
Per gli autori che desiderano contribuire alla conferenza, fino al 30 marzo è possibile sottoporre il proprio abstract.