Curare le relazioni in Telemedicina è l’argomento del prossimo appuntamento con R-Esistere, progetto formativo della salute per professionisti ideato da Simen, che avrà come relatrice Cristina Cenci, antropologa e fondatrice di DNM – Digital Narrative Medicine. Il progetto nasce dall’esigenza di preparare operatori in grado di gestire la relazione a distanza utilizzando piattaforme digitali, mantenendo le competenze comunicative, empatiche, relazionali.
Per la prima volta, utilizzata una metodologia che fonda digitale e drammaterapia per supportare donne che affrontano percorsi di procreazione medicalmente assistita
La sperimentazione di più linguaggi, visivi e artistici, è fondamentale per arrivare ancora più vicino alle coppie che si stanno confrontando con l’esperienza dolorosa della infertilità e di maternità difficile.
L’utilizzazione in campo sanitario delle “Information and Communication Technologies” (ICT), comunque venga declinata (electronic- mobile- digital- health, tele-medicina propriamente detta, ecc.) è determinate per la gestione della salute delle popolazioni, in modo ecologico, scalabile, appropriato, efficiente. Rappresenta anche un’opportunità di progresso della scienza e della ricerca medica, nonché di crescita economica e tecnologica.
A fronte della crisi delle organizzazioni e dei sistemi sanitari, deflagrata a causa della pandemia, ma già da anni in pericolosa fase pre-esplosiva, la telemedicina rappresenta l’occasione e congiuntamente il mezzo per operare quella profonda riorganizzazione dei singoli aspetti dell’assistenza sanitaria e sociale che saranno alla base dei futuri sistemi di tutela della salute e del benessere.
La Cultura fa bene? È stata questa la domanda che ha aperto, lo scorso giugno, il primo dei quattro appuntamenti previsti dal programma Well Impact, la sfida colta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo per rispondere agli obiettivi dell’Agenda 2030.
Cultura, Persone e Pianeta sono i tre argomenti fondanti per il raggiungimento di sostenibilità e benessere, individuale e collettivo, obiettivo della programmazione strategica 2021-2024. La Fondazione CSP ha già investito 1 milione di euro, con la redazione di position paper sul contesto – sia locale sia europeo – e la costituzione di un comitato scientifico, cui ha fatto seguito la creazione di un laboratorio articolato in 4 poli di progettazione.
Cultura e prevenzione primaria; Cultura, relazione di cura e Medical Humanities; Cultura e umanizzazione dei luoghi di cura; Benessere e cura nelle istituzioni culturali. Sono questi i 4 argomenti intorno ai quali ruota la ricerca dei relativi laboratori, che coinvolgono più soggetti afferenti ambiti diversi: salute, cultura, amministrazione pubblica e sociale.
Un percorso di indagine e sperimentazione sul binomio Cultura-Salute ed un investimento di 1 milione di euro sul Benessere delle persone e delle comunità: il progetto WELL IMPACT, della Fondazione Compagnia di San Paolo, è la nuova sfida che punta alla cultura come protagonista per il raggiungimento di nuovi target di sviluppo sostenibile.
Il binomio Cultura-Salute è da tempo al centro dell’attenzione della CSP, che lo scorso anno ha presentato i risultati di una ricerca condotta nel nord ovest (Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) durante la pandemia: un periodo molto complesso, che ha visto i soggetti del mondo culturale disorientati e indeboliti, un mondo della sanità sofferente e il mondo del sociale alle prese con le emergenze delle nuove diseguaglianze.
Tuttavia, la risposta dei territori è stata ampia e generosa, con 389 progetti segnalati: un segno di chiara responsabilità verso la Salute come bene comune, e di riconoscimento del valore delle sperimentazioni in atto per il futuro. E anche la crescente consapevolezza che prendersi cura della Salute delle persone e della Comunità è presupposto per lo sviluppo sostenibile.
Dal 26 febbraio 2020 ho cominciato ad avere paura della malattia da covid-19. Una paura che mi ha portato a rispettare rigorosamente le normative sul lockdown e a vaccinare me e la mia famiglia, appena è stato possibile per le nostre fasce di età. Ho giustificato la mia scelta immediata e impulsiva con le opinioni online di un network di scienziati, virologi, medici, giornalisti scientifici. La mia echo-chamber digitale mi ha dato fiducia e ha rafforzato la mia fiducia nella potenza della ricerca e della scienza. Il vaccino mi ha consentito di trasformare la paura di morire in preoccupazione per l’impatto della pandemia. Un vantaggio importante che rafforza ulteriormente la mia convinzione di aver fatto la scelta giusta.
Le mie scelte sono state guidate dalla paura ma anche ‘validate’ da un’echo-chamber d’eccellenza che precedeva l’epidemia, un capitale digitale costruito negli anni. Mi sarei vaccinata lo stesso se Nino Cartabellotta fosse stato contrario? Non so rispondere. Forse no. Non l’ho mai conosciuto personalmente e non ho mai collaborato direttamente con GIMBE. Gli algoritmi costruiti sulle mie attività, mi propongono però le opinioni di Nino Cartabellotta quotidianamente, soprattutto su Facebook. Non ho bisogno di cercare quello che scrive, mi appare e mi rassicura.
In occasione della Giornata Mondiale del Cuore 2021, sono stati presentati i risultati di una nuova ricerca sulla relazione tra medici e pazienti con rischio cardiovascolare. La ricerca, basata sui dati Real World, ha messo a confronto il periodo pre e post Covid, evidenziando le criticità e sottolineando il ruolo strategico del web nel mantenere il contatto tra medico e paziente, nella diffusione di informazioni e nella sensibilizzazione a un corretto stile di vita e controllo. In base alle osservazioni effettuate, il 63% dei medici si è detto propenso alla ricerca di più ampie e nuove forme di connessione con i pazienti, al fine di rendere più costante il contatto e maggiormente agile la fruibilità delle informazioni.
L’importanza della formazione per i biotecnologi, e in generale per le discipline STEM, nonché il ruolo che l’educazione imprenditoriale può avere sia in termini di prospettive di employability, sia per valorizzare al meglio i risultati delle future attività di ricerca. Sono questi i temi fondamentali che verranno trattati nel prossimo OpenZone Talk che vedrà ospite Adriana Maggi, Professore Emerito di Biotecnologie Farmacologiche dell’Università degli Studi di Milano.
L’evento, dal titolo “Rivoluzione Bio, formazione e impresa”, si terrà online Mercoledì 29 Settembre dalle 11.00 alle 12.00 e sarà uno degli appuntamenti della European Biotech Week.
Si svolgerà dal 12 al 15 ottobre la sesta edizione del Digital Health Summit 2021, evento online di riferimento per la sanità digitale in Italia. Tra gli argomenti trattati, una speciale sessione sul Pnrr, Data Modeling e Data Governance, e l’assegnazione del premio W.In.E.
Lo sguardo differente delle donne. È questo il leitmotiv che accompagna i tavoli di lavoro di Protagoniste.it, la community di sole donne nata con l’obiettivo di dare una scossa per modellare in modo concreto e originale il futuro della sanità italiana.



