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Tutte le tappe del progetto “DESIGN DEI SERVIZI DIGITALI IN SANITÀ”

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DESIGN DEI SERVIZI DIGITALI IN SANITÀ
“Dalla molecola all’algoritmo” – Ciclo di incontri formativi in modalità ibrida: digitale e fisica

Si è svolta ieri, giovedì 25 febbraio, l’ultima tappa di Design dei Servizi Digitali in Sanità, il progetto che ha come scopo quello di far condividere tra le imprese che operano nell’area healthcare e gli enti e le istituzioni del SSN criteri e strumenti per valutare il “valore” apportato alle cure e/o ai processi organizzativi dai diversi strumenti digitali.
Il cambiamento è ormai a portata di mano e consiste nella rinnovata e diffusa possibilità di cure di precisione basate su evidenze che si aggiornano in tempo reale, grazie all’uso di dati che provengono dal mondo reale: un flusso continuo di parametri fisici, comportamenti individuali di fronte alla malattia, abitudini quotidiane e stili di vita dei pazienti e dei caregiver.

L’evento si è svolto in tre tappe, più una tappa intermedia: 3 appuntamenti, da giugno 2020 a febbraio 2021, per trattare a tutto tondo il tema dei Servizi Digitali in Sanità.

Per rivedere tutte le tappe ed ascoltare gli interventi di esperti digitali, di erogatori e fruitori di servizi sanitari clicca qui.

 

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R-Esistere Dialoghi in Medicina Narrativa: il ciclo di sei video-incontri rivolti a tutte le professioni sociosanitarie ed educative

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Dialoghi in Medicina Narrativa
Evento ECM – online

Aspetti relazionali e umanizzazione delle cure

Al via il prossimo 25 marzo il progetto formativo rivolto ai professionisti della salute: Dialoghi in Medicina Narrativa. Il ciclo di sei video-incontri nasce all’interno della più ampia cornice di “R-Esistere. Respiro, ricordo racconto”, organizzato da SIMeN – Società Italiana di Medicina Narrativa, per rispondere alla nuova esigenza di preparare operatori in grado di gestire una relazione a distanza con il paziente – attraverso le piattaforme digitali – che mantenga inalterate le competenze comunicative, empatiche e relazionali.

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Design dei Servizi Digitali in Sanità: l’appuntamento online sul tema “Tra oggi e domani: le idee di una comunità di innovatori”

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Design dei Servizi Digitali in Sanità. Dalla molecola all’algoritmo
Tra oggi e domani: le idee di una comunità di innovatori

Si svolgerà online l’ultimo appuntamento con Design dei Servizi Digitali in Sanità, organizzato da Koncept, con il contributo non condizionante di CLS Behring Biotherapies for Life e Lundbeck.
Un progetto in più fasi che giunge a quella conclusiva: le comunità di esperti digitali, erogatori e fruitori di servizi sanitari, hanno affrontato i fattori salienti per un uso accessibile ed ampio degli strumenti digitali.
In quest’ultimo seminario verranno ulteriormente approfonditi alcuni centrali aspetti, quali:

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Arti, drammaterapia e salute digitale

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Nel novembre 2019, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review, a cura di Daisy Fancourt e Saoirse Finn, un’analisi dell’efficacia delle arti e dei percorsi culturali  nel migliorare la salute e il benessere.

Una pubblicazione importante passata quasi inosservata tra i non esperti, nonostante la pandemia stia mostrando l’importanza delle pratiche artistiche per sostenere la resilienza.

Nel report OMS, alcuni paragrafi e fonti sono dedicati alla declinazione digitale delle arti nella cura, un’area ancora poco studiata.

L’accelerazione digitale generata dalla pandemia può rappresentare un’occasione importante per sperimentare nuove modalità di integrare salute, arte e digitale.

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Sanità 4.0 e Medicina delle 4P. Professionisti sanitari e cittadini di fronte all’innovazione “dirompente”, a cura di Gaetana Cognetti

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Sanità 4.0 e Medicina delle 4P
Professionisti sanitari e cittadini di fronte all’innovazione “dirompente”

Youcanprint Editore, 2020

La Sanità 4.0 identifica dei cambiamenti drammatici dovuti all’adozione di tecnologie ”dirompenti” e può essere esemplificata nella definizione della cosiddetta medicina delle 4P (partecipativa, personalizzata, preventiva, predittiva).

La nuova pubblicazione, curata da Gaetana Cognetti, Dirigente bibliotecaria IFO – Istituti Fisioterapici Ospitalieri, vuole tentare di fare il punto della situazione attuale aggregando i contributi di esperti nelle diverse discipline che sono coinvolte nella gestione della salute. L’obiettivo è sviluppare una nuova consapevolezza circa l’impatto dell’ICT e della sua integrazione con la gestione delle conoscenze (documentazione, ontologie, web semantico ecc.), recuperando anche gli aspetti umanistici (ma non perciò meno rilevanti scientificamente) del rapporto con i pazienti, non più oggetto passivo di trattamenti sanitari ma protagonisti insieme ai professionisti delle proprie scelte di salute.

Altri aspetti interessanti del volume, che la curatrice ha voluto introdurre, sono il recupero della lingua italiana nella terminologia correntemente utilizzata nell’ ambito scientifico e tecnologico oggetto dell’ opera, e l’inserimento di strumenti ipertestuali, per rendere la materia più ricca e potenzialmente più aggiornata.
La versione elettronica è acquistabile cliccando qui.

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«Insieme con un cuore di donna»: il primo di otto appuntamenti della rassegna «Insieme in salute»

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«Insieme con un cuore di donna» sarà il protagonista della prima giornata di lavori di «Insieme in salute», ciclo di otto incontri promosso da Gemelli Molise, che ha preso il via il 19 gennaio 2021, per offrire un percorso di prevenzione a 360 gradi per la salute della donna.

Dalla cura delle malattie cardiovascolari alle nuove tecniche di chirurga mininvasiva, dalle frontiere dell’endoscopia, passando per la prevenzione dei tumori al polmone e dei rischi legati al consumo di tabacco, il fil rouge di questa rassegna è approfondire tematiche di salute e sociali perché le donne, e le famiglie in genere, siano più informate e consapevoli, condizione indispensabile per compiere corrette scelte di salute.

Il 4 febbraio sarà la volta di «Insieme nell’innovazione: Le nuove tecniche di cura mininvasive per i tumori».
Si continua il 16 febbraio con «Le nuove frontiere dell’Endoscopia per la cura dei tumori».
Il 9 marzo, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, con «Insieme in rosa», sulla prevenzione e diagnosi precoce dei tumori femminili, mentre il 23 marzo, con «Insieme per il benessere», verranno analizzate le tecniche d’avanguardia per il trattamento delle vene varicose.

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Il rituale dell’atto terapeutico nella telemedicina

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Il rituale terapeutico è una componente fondamentale dell’efficacia di un percorso di cura. E non lo dicono solo gli antropologi ma anche i neurofisiologi e i farmacologi.

Da neurofisiologo, Fabrizio Benedetti racconta la cura come un rituale in cui non si somministrano solo farmaci ma anche spazi, odori, colori, parole del medico, cioè stimoli sociali e simbolici. Il placebo non è semplicemente un farmaco finto, è l’insieme di questi stimoli. È questo rituale che contribuisce a creare l’impatto positivo della cura, l’effetto placebo, o anche negativo, l’effetto nocebo, perché le parole e i simboli possono curare ma anche ammalare.

La visita medica comporta il varcare di una serie di soglie, l’entrare progressivamente in un contesto carico di simboli: la sala d’attesa, le porte chiuse, l’infermiere che media l’ingresso, la postura del medico, il linguaggio corporeo, la divisa medica, la svestizione e vestizione del paziente, gli oggetti presenti nella stanza. E potremmo continuare. Non sempre il rituale è efficace nel contribuire ad effetti placebo, gli stessi simboli possono determinare effetti nocebo. Il medico che non alza lo sguardo, tempi di attesa troppo lunghi e così via. Ma in ogni caso il dispositivo rituale è in atto e definisce l’atto di cura come qualcosa di totalmente distintivo dal consiglio di un amico.

Quando il paziente giunge in presenza del medico, l’immagine di quest’ultimo come detentore di un potere particolare è rafforzata da una moltitudine di segni che vengono ad assumere il carattere di simboli culturalmente stabiliti, i quali identificano il luogo stesso con l’attività terapeutica”.  (Gesti di cura, pag. 315)

 

Continua a leggere l’articolo “Il rituale dell’atto terapeutico nella telemedicina” di Cristina Cenci su Nova IlSole24Ore

Il progetto per arginare il distanziamento sociale durante il primo lockdown: lo studio dell’Università degli Studi dell’Aquila

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Come arginare gli stati d’ansia invasivi durante il distanziamento sociale? A questa domanda risponde il team della Professoressa Rita Roncone, ordinario di Psichiatria dell’Ateneo aquilano, che sin da subito si è messo a disposizione degli studenti offrendo tempestivo supporto ai bisogni – e ai disagi -nati durante Covid19: una clinica virtuale, su piattaforma digitale, per affrontare e arginare i disturbi emotivi e psicologici, acuiti dal distanziamento sociale.

Nell’articolo recentemente pubblicato su Frontiers in Psychiatry, “#Everything Will Be Fine. Duration of Home Confinement and “All-or-Nothing” Cognitive Thinking Style as Predictors of Traumatic Distress in Young University Students on a Digital Platform During the COVID-19 Italian Lockdown”, si parla dell’esperienza di sostegno psicologico promossa dall’Ateneo; esperienza che fa parte dello studio scientifico condotto dal team di ricerca della professoressa Roncone.

Finanziato dal Dipartimento di Medicina, il progetto prevede l’erogazione di interventi computer-based tramite piattaforma digitale, presso il Servizio di Ascolto e Consultazione per studenti, SACS, dell’Università degli Studi dell’Aquila, per gestire i disturbi di ansia dei giovani utenti. Gli obiettivi del progetto sono quelli di incrementare l’accessibilità ai trattamenti per la gestione dell’ansia ad adolescenti e giovani adulti attraverso interventi gestiti via Internet. Lo spazio digitale protetto “#iorestoacasa!“, dedicato agli studenti, si trova all’interno della piattaforma digitale PsyDit – Psychology Digital Tools di DNM – Digital Narrative Medicine.

La possibilità di raccontare il proprio disagio nel momento del bisogno, in tempo reale, attraverso messaggi e videochat protette, si è dimostrato essere uno strumento prezioso in grado di apportare vantaggi uguali, in termini di miglioramento dei sintomi e di partecipazione sociale, a quelli che si ottengono effettuando un trattamento di gruppo face-to-face – come hanno dimostrato già precedenti studi condotti dal team della professoressa Roncone.

Il nuovo  studio  è stato condotto attraverso la piattaforma digitale del  SACS: ha integrato dati quantitativi, qualitativi e narrativi e ha indagato non solo i profili psicopatologici nei giovani, ma anche le loro esperienze emotive e cognitive nel momento dell’evento eccezionale dell’ isolamento sociale dovuto a Covid19.

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Open Accelerator 2020 – Awards Ceremony

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Proprio questo momento di grande difficoltà dovuto alla pandemia ha reso evidente la necessità di integrare la medicina tradizionale a quella digitale.

Nel contesto della medicina digitale opera Open Accelerator,  ovvero il programma di accelerazione, creato nel 2016 e sponsorizzato da ZCube e  Zambon Research Venture, dedicato ai progetti in Life Sciences, che va alla ricerca degli innovatori più visionari le cui soluzioni digitali riescono a plasmare il futuro della salute, grazie all’adozione di tecnologie all’avanguardia (come dispositivi indossabili, biomarcatori, avanzati analisi, intelligenza artificiale etc). Soluzioni digitali che sono in grado di trasformare e porre al centro l’esperienza del paziente e pensare a nuovi approcci multidimensionali di cura.

Domani 15 Dicembre dalle 16.30 alle 17:45 si svolgerà l’Open Accelerator 2020 Awards Ceremony, durante la quale si potranno conoscere le 8 startups del batch OA 2020 e festeggiare la fine del programma di accelerazione.

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ForteMente 2: in 4 città via al progetto pilota sul supporto psico-oncologico

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Nell’ambito del progetto ForteMente 2, è in corso di attivazione a Biella, Reggio Emilia, Roma e Torino la sperimentazione di un servizio di psico-oncologia a distanza tramite una piattaforma digitale. Una soluzione mirata a garantire continuità al sostegno psicologico specialistico fornito alle pazienti oncologiche, più che mai fondamentale in questo difficile periodo di emergenza sanitaria.Il progetto ForteMente 2 è promosso da Europa Donna Italia in collaborazione con la Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO) e con il contributo non condizionante di Novartis per valorizzare il ruolo dello psico-oncologo nel percorso di cura della donna con tumore al seno e sostenere l’estensione e il potenziamento dei servizi di psico-oncologia all’interno delle Breast Unit.

A Reggio Emilia, lo studio è coordinato da Elena Cipelli, psicologa dell’associazione Senonaltro affiliata alla rete di Europa Donna Italia, e realizzato in collaborazione con Dorella Scarponi, referente del Servizio di psico-oncologia presso l’Unità di Pediatria del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e Coordinatrice SIPO delle Regioni Emilia-Romagna e Liguria. Presso la Breast Unit dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena IRCCS di Roma la sperimentazione è coordinata da Patrizia Pugliese, responsabile dell’Unità Semplice di Psicologia dello stesso istituto e coordinatrice della Sezione laziale della SIPO, coaiduvata dalla collega Maria Perrone. In Piemonte, lo studio pilota coinvolgerà due Breast Unit: Patrizia Tempia, responsabile della Psicologia clinica ospedaliera presso la ASL di Biella, coordinerà la sperimentazione presso l’Ospedale degli Infermi di Ponderano, mentre Maria Rosa Stanizzo, psicoterapeuta afferente alla Psicologia clinica della AOU Città della Salute e della Scienza, coordinerà quella della Breast Unit di Torino.

Il progetto pilota di supporto psicologico a distanza è basato sulla piattaforma PsyDit (Psycho Therapy Digital Tools) sviluppata dalla dottoressa Cristina Cenci, che fornisce allo specialista e alla paziente un ambiente digitale protetto. Obiettivo di questa fase sperimentale sarà saggiare la funzionalità dello strumento digitale, il grado di soddisfazione delle pazienti e degli psicologi e l’efficacia complessiva del servizio. Servizio che risulta particolarmente urgente nel corso dell’attuale emergenza sanitaria, dove purtroppo sono numerosi i pazienti che, per scongiurare i rischi di contagio, scelgono di non recarsi nelle strutture ospedaliere o cliniche e quindi di posticipare cure, visite ed esami, con ripercussioni negative sulla salute sia fisica sia psichica.

In un periodo caratterizzato da restrizioni e limitazioni alle normali attività quotidiane, infatti, un supporto psicologico riveste un’importanza ancora maggiore. Se all’incertezza per l’evolversi della pandemia si aggiunge la fragilità fisica e psichica connessa con la condizione di paziente oncologico, ecco che il supporto psicologico rappresenta, in particolare per le donne con tumore al seno, uno strumento fondamentale per gestire l’ansia o gli stati depressivi.

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