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I musei fanno bene alla salute? Nuove prospettive tra ricerca e progettazione culturale

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Negli ultimi anni il ruolo dei musei nella promozione del ben-essere e della salute ha assunto una crescente rilevanza internazionale. Il report Art, healing and museums, pubblicato dal Network of European Museum Organisations (NEMO), insieme alle riflessioni emerse dall’annuale Museum Wellness Summit 2026, evidenziano come le istituzioni museali stiano progressivamente ampliando la propria missione. Accanto alle tradizionali funzioni di conservazione e valorizzazione del patrimonio, stanno sviluppando pratiche orientate al ben-essere psicologico e relazionale, offrendo esperienze culturali che favoriscono relazioni sociali, riflessione personale e partecipazione.

Le evidenze scientifiche mostrano come l’esperienza museale possa contribuire ai determinanti sociali della salute: al ben-essere delle persone, al rafforzamento delle dimensioni positive della vita quotidiana, tra cui senso di appartenenza, qualità delle relazioni e soddisfazione personale, mitigando le condizioni di disagio come ansia, stress e depressione.

In questo scenario, emergono pratiche innovative come la museum-based art psychotherapy, che utilizza l’arte e lo spazio museale come strumenti per favorire l’espressione emotiva, l’elaborazione di vissuti complessi e la costruzione di nuove relazioni, in particolare per persone in condizioni di vulnerabilità.

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Master Executive Cultura & Salute: competenze integrate tra cultura, sanità, educazione e sociale: al via le iscrizioni

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Al via le iscrizioni per la quarta edizione del Master Executive Cultura e Salute, il primo in Italia per agire il welfare culturale

Il Master Executive Cultura e Salute è ideato e promosso da CCW School in collaborazione con partner di progetto esperti negli ambiti della salute (DoRS Centro di documentazione regionale per la promozione della Salute Regione Piemonte – ASL TO3, DAIRI – Dipartimento delle Attività Integrate Ricerca e Innovazione dell’A.O.U. di Alessandria, Rete internazionale HPH – Ospedali per la Promozione della Salute e dei Servizi Sanitari, della cultura (Fondazione Fitzcarraldo ETS) e accademici (COREP – Consorzio per la Ricerca e l’Educazione Permanente dell’Università di Torino e della Scuola Internazionale Europea Statale “Altiero Spinelli” di Torino).

Il Master C&S si inserisce nella proposta formativa di CCW School, pensata per rispondere alle esigenze di lavoro integrato per il ben-essere delle persone e delle comunità. Si rivolge a diverse professionalità provenienti dai settori della cultura, della sanità, del sociale e dell’educazione, della Pubblica Amministrazione, dal mondo degli investitori socaili e delle imprese.

Come per gli altri percorsi di CCW School, il Master consente di accrescere le conoscenze e competenze di singoli professionisti e professioniste e delle loro organizzazioni di riferimento, sviluppando connessioni e collaborazioni tra istituzioni, enti della società civile, reti formali e informali.

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“Humanitas Lab. Abitare la cura, oltre la tecnica”, il 19 maggio un incontro all’Università di Foggia

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Il 19 maggio 2026 presso l’aula 9 del Polo Biomedico dell’Università di Foggia si terrà un incontro dal titolo “Humanitas lab. Abitare la cura, oltre la tecnica“.

Il seminario, in programma dalle ore 9 alle 14, è coordinato dalla prof.ssa Cristiana Simonetti e dal dott. Marco Paglialonga all’interno del CdS Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche-Diagnostiche.

Tra i relatori anche Sandro Spinsanti, psicologo e bioetico, Direttore dell’Istituto Giano per le Medical Humanities e autore di numerosi volumi sulle health humanities e la medicina narrativa.

Come osserva il dott. Paglialonga: “Spesso la formazione sanitaria rischia di concentrarsi esclusivamente sulla performance tecnica, lasciando poco spazio a ciò che accade interiormente nelle persone che curano. Questo laboratorio nasce anche da qui: dal bisogno di ritrovare luoghi in cui fermarsi, riflettere, condividere e riscoprire il senso profondo della relazione di cura.”

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Giuli e Schillaci firmano il Protocollo: rafforzato il legame fra cultura e salute

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Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, hanno firmato oggi al Ministero della Cultura un Protocollo d’intesa per rafforzare il legame tra cultura e salute.

L’accordo mira a promuovere l’accesso alla conoscenza e alle arti quali fattori determinanti per il miglioramento della qualità della vita, contribuendo al contempo a delineare una visione più ampia, moderna e inclusiva delle politiche di cura e di welfare.

All’incontro erano presenti i Sottosegretari di Stato alla Cultura Lucia Borgonzoni, promotrice dell’iniziativa, e Giampiero Cannella.

“Con la firma di questo Protocollo riconosciamo e rafforziamo il ruolo terapeutico della cultura. Musei, biblioteche, archivi, istituti e luoghi della cultura sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più centrale nella costruzione di percorsi di cura, contribuendo così, attraverso l’arte, al benessere della persona e della comunità”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

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Al Gemelli ART un videogioco aiuta bambini e ragazzi ad affrontare la radioterapia

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L’App Radiotherapy Training Game è stata realizzata grazie al sostegno della Fondazione Carla Fendi.

Si chiama Radiotherapy Training Game (RTTraining Game) l’innovativa applicazione digitale dedicata alla preparazione e al supporto dei pazienti pediatrici sottoposti a radioterapia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.

L’App è stata inaugurata nei giorni scorsi presso il Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy) alla presenza della dottoressa Maria Teresa Venturini Fendi, Presidente della Fondazione Carla Fendi, che ha sostenuto il progetto contribuendo in modo determinante alla sua realizzazione, e della professoressa Maria Antonietta Gambacorta, Direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia Oncologica del Policlinico A. Gemelli IRCCS. Alla presentazione sono intervenute, la dottoressa Silvia Chiesa, Responsabile del percorso pediatrico e la dottoressa Elisa Marconi, psiconcologa e psicoterapeuta dell’Unità di Psicologia Clinica diretta dalla professoressa Daniela Chieffo, che seguono i piccoli pazienti del Gemelli ART.

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“La vita nelle mani tra relazione, tradizione e creatività”: il 16 e il 17 maggio un Convegno multidisciplinare a Roma

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Il 16 e il 17 maggio 2026 presso La Vaccheria, lo spazio espositivo in Via Giovanni L’Eltore 35 a Eoma, si terrà il Convegno multidisciplinare “La vita nelle mani tra relazione tradizione e creatività“, ideato e promosso da CDI Narr-AZIONI con il patrocinio del IX Municipio.

L’evento si inserisce all’interno dell’iniziativa “La vita nelle mani”, che si svolgerà dal 10 al 17 maggio, e rappresenta un’iniziativa dedicata alla connessione tra arte e benessere sociale e ospiterà interventi di rappresentanti delle istituzioni e dei servizi sanitari , docenti universitari, professionisti della salute, operatori culturali, artiterapeuti, artisti ed artigiani per sviluppare una piena consapevolezza del potere delle mani in tutte le sue declinazioni.

Domenica 10 maggio è prevista l’inaugurazione della mostra “Le Arti nelle nostre mani” ideata e allestita  dagli studenti del Liceo Artistico San Giuseppe di Grottaferrat. Dal 12 al 15 maggio  ci saranno laboratori gratuiti di Drammaterapia Integrata, Artigianato Artistico, Scrittura Creativa, Grafica.

L’intento è quello di sviluppare un modello innovativo di welfare culturale rivolto alla prevenzione e alla cura del disagio giovanile in epoca digitale, un intervento importante in questo momento storico e per il nostro futuro, nell’educazione, nella terapia, nella cura, nelle relazioni.

Il programma completo è su www.cdinarrazioni.com

Tutti gli eventi sono gratuiti e richiedono prenotazione obbligatoria attraverso il modulo di contatto.

Health Humanities in Translation, conferenza internazionale a L’Aquila il 29 e 30 maggio 2026

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LHealth Humanities sono spesso definite come un movimento interdisciplinare che applica le strategie e i metodi delle discipline umanistiche alle scienze della salute. Inrealtà è molto più di questo.

Le Health Humanities rappresentano uno spazio di dialogo e sfida per le scienze della salute e le discipline umanistiche. Uno spazio complesso che si estende tra la tensione del primo verso la conoscenza medica e l’attenzione del secondo verso la sensibilità umana. L’irriducibile differenza tra queste due dimensioni ha alimentato il dibattito sulla possibilità della loro coesistenza nella pratica clinica e nella formazione, sollevando la questione della traducibilità delle Scienze Umanistiche della Salute.

Come si possono tradurre le discipline umanistiche in processi di cura?
Come si possono formare i futuri operatori sanitari in questa pratica traduttiva?

Se ne parlerà a L’Aquila, il 29 e 30 maggio 2026, al Gran Sasso Science Institute, durante la conferenza internazionale “Health Humanities in Translation”. Tra i relatori invitati anche Cristina Cenci, co-founder del CDHHU e founder Digital Narrative Medicine Società Benefi, che intevrerrà assieme a Rita Roncone, Laura Giusti, Silvia Mammarella, Dalila De Luca1, Alessandro Franceschini e Massimo Casacchia con una relazione dal titolo “Narrative Diaries of Students Engaging with the University Counseling and Consultation Service: A Four-Year Perspective”.

La questione della traduzione delle conoscenze mediche è centrale nell’approccio traslazionale, che si basa su una dinamica circolare che collega tre aspetti fondamentali della medicina: sperimentazione di laboratorio, cura del paziente e dialogo con la comunità. La medicina traslazionale non vede il laboratorio come il suo punto di partenza, ma piuttosto come la continuazione di un dialogo con le persone, da cui ha origine e a cui tende. La traduzione della conoscenza, infatti, può essere efficace solo se considera il contesto umano specifico, non solo nella fase applicativa, ma anche e soprattutto in quella generativa.

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Arte e Scienza per le malattie rare: il 19 febbraio presso l’ISS convegno e premiazione del contest “RARE REELS”

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Il 19 febbraio 2026, presso l’Istituto Superiore di Sanità a Roma, si terrà il convegno “Arte e Scienza per le malattie rare”. L’evento dove arte e scienza si incontrano per parlare di malattie rare con e per i giovani e le associazioni di pazienti.

Durante il convegno si svolgerà anche la premiazione della nuova edizione del contest “RARE REELS: Pegaso goes digital!”, il concorso promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, attraverso il Laboratorio di Health Humanities del Centro Nazionale Malattie Rare, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, Agenzia Italiana per la Gioventù, EGInA e il network della Creative Skills Week.

Tra i giurati del concorso e partecipanti al convegno anche Cristina Cenci, founder Digital Narrative Medicine.

I vincitori saranno proclamati e premiati nell’ambito delle celebrazioni per il Rare Disease Day, con:

  • un giorno da ricercatore all’Istituto Superiore di Sanità: con visita al Museo ISS e attività per scoprire come promuovere la salute coniugando arti e scienze, quali sono le basi neurobiologiche dello stress, come utilizzare l’intelligenza artificiale per analizzare i dati per la scienza;
  • quattro giorni al Social Hackathon Umbria 2026 (SHU2026) che avrà luogo dal 2 al 5 luglio 2026 in Umbria;
  • un’esperienza culturale (concerti, spettacoli teatrali, eventi) legata al Premio UNIAMO;
  • AIG Special Prize, che regala l’opportunità di partecipare a una iniziativa europea organizzata dall’Agenzia Italiana per la Gioventù;
  • CSW Special Prize, a cura del network della Creative Skills Week, sarà svelato il giorno della premiazione.

Scopri il programma e iscriviti gratuitamente a questo link (posti limitati).

Per ulteriori informazioni, è possibile inviare una e-mail a health.humanities@iss.it

“Art Cure. The Science of How the Arts Transform Our Health”, il 16 febbraio 2026 presentazione online del nuovo libro di Daisy Fancourt

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«L’arte non è solo nutrimento per l’anima: è un comportamento umano integrato, che influenza tutto l’organismo». Così scrive Daisy Fancourt, psicobiologa ed epidemiologa, direttrice del Collaborating Centre on Arts and Health dell’OMS “Region Europa” e del Social Behavioural Departiment di University college of London-UCL, autrice del primo rapporto OMS sul tema Cultura e Salute, il n. 67/2019, che ha cambiato la percezione del ruolo della cultura come alleata nei percorsi di promozione della salute, prevenzione e alleata nella cura, favorendo l’ingresso del welfare culturale nelle agende politiche, anche in Italia.

In occasione dell’uscita del suo nuovo libro Art Cure: The Science of How the Arts Transform Our Health, il Cultural Welfare Center organizza la prima presentazione dell’opera in Italia alla presenza dell’autrice.

Il volume, edito da Cornerstore Press, si fonda su ricerche ed evidenze neuroscientifiche, epidemiologiche e comportamentali frutto di decenni di studio. Così emerge che, ad esempio, la musica può potenziare la neuroplasticità nei bambini, che la danza aiuta il recupero in pazienti con lesioni cerebrali e che la scrittura espressiva attenua stress e dolore con effetti simili ad alcuni trattamenti medici.

Un’altra parte importante dell’opera è dedicata alla salute mentale, dimostrando come l’arte aiuti a ridurre ansia e depressione, rafforzando anche l’autostima e accrescendo la resilienza.

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AI: una nuova Medicina Narrativa?

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Riportiamo l’articolo di Massimiliano Marinelli pubblicato sul sito web della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN) a partire da:

Schwartz, D., & Lanphier, E. (2025). The new narrative medicine: ethical implications of artificial intelligence on healthcare narratives.

Premessa

Nel 2025, su Monash Bioethics Review, Danielle Schwartz ed Eric Lanphier propongono di leggere l’avvento dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) come l’avvio di una “nuova medicina narrativa”. L’idea di fondo è chiara: se l’IA generativa è addestrata su immense quantità di testi, molte volte narrativi, e se produce a sua volta testi in forma narrata, allora le trasformazioni portate dagli LLM non riguardano solo la tecnica, ma anche e soprattutto le narrazioni che attraversano la cura.

Questo post prova a fare due cose:

  • presentare i passaggi principali dell’articolo;
  • offrire alcune riflessioni critiche, dal punto di vista della medicina narrativa, su come parlare di “narrazione” quando al centro c’è un modello linguistico statistico.

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Elliott, The Dallas fresh, Found the going tough until late in to fourth quarter. Well later, The NFL leading rusher with the non-stop churning legs buried Pittsburgh. His first landing, A 14 yard dash down the best sideline, This Cowboys up 29 24 Kwon Alexander jersey. Patriots coach Bill Belichick said all three players would be assessed, But chiefly referred to Mayo injury as little bittersweet. Brady is two 300 yard passing games shy of complementing Brett Favre total. It has also been Brady 16th career game with four or more touchdowns and no interceptions. Provide much more competitive than it was out there, Belichick thought. Give to them credit, They did a bit more than we did tonight. We got to do a more satisfactory job, But I not implementing anything away from them reggie nelson jersey. A sixth year NFC snug end, Granted anonymity in order to speak freely regarding the subject, Said that short arming passes or seeking safe haven out of bounds to reduce contact happens the time and someone says they lying. Vikings attacking lineman Jeremiah Sirles calls it smart football. The person in Year 8 or 9, And you running down the part time, But(Seattle Seahawks cover) Kam Chancellor racing at you, What those extra 2 yards investing in a just stepping out of bounds and avoiding a huge collision? Sirles stated.I explain to you this I a black man, As well as, You are sure that, Colin Kaepernick, He not schokohrrutige, Okay? Harrison understood. Cannot determine what I face and what other young black men and black people face or people of color face on an every single[day] Agreement rashad jennings jersey. Birth sister is white, And he was applied and raised by white parents.. I felt it would definitely be a public safety issue we would cancel it, But at this moment I think we be fine for tomorrow custom chiefs jersey. You about to attend the parade, Mayor Walsh said to leave early and have plenty of travel time. Law enforcement will be enforcing this rule devante parker jersey..